Si segnalano i seguenti provvedimenti emanati dal Governo per far fronte all’emergenza da COVID-19:
Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (DPCM) 26/04/2020 (GU Serie Generale n. 108 del 27/04/2020);
Decreto-legge 8 aprile 2020, n. 23 “Misure urgenti in materia di accesso al credito e di adempimenti fiscali per le imprese, di poteri speciali nei settori strategici, nonché interventi in materia di salute e lavoro, di proroga di termini amministrativi e processuali;
Decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18 “Misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19” convertito con modifiche dalla Legge n. 27/2020;
Decreto-legge 2 marzo 2020, n. 9 misure urgenti di sostegno per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19.

DPCM 26 aprile 2020
Su tutto il territorio nazionale, dal 4 al 17 maggio 2020, sono sospese:
— le attività di palestre, centri sportivi, piscine, centri natatori, centri benessere, centri termali (fatta eccezione per l’erogazione delle prestazioni rientranti nei livelli essenziali di assistenza), centri culturali, centri sociali, centri ricreativi;
— le attività commerciali al dettaglio, fatta eccezione per le attività di vendita di generi alimentari e di prima necessità di cui all’Allegato 1. Restano aperte le edicole, i tabaccai, le farmacie, le parafarmacie. Deve essere in ogni caso garantita la distanza di sicurezza interpersonale di un metro;
— le attività dei servizi di ristorazione, ad esclusione di mense e catering; Resta consentita la ristorazione con consegna a domicilio e con asporto.
— le attività inerenti i servizi alla persona, diverse da quelle di cui all’Allegato 2.
— gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande, posti all’interno delle stazioni ferroviarie e lacustri, nonché nelle aree di servizio e rifornimento carburante, con esclusione di quelli situati lungo le autostrade, che possono vendere solo prodotti da asporto da consumarsi al di fuori dei locali; restano aperti quelli siti negli ospedali e negli aeroporti, con obbligo di assicurare in ogni caso il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro.

Su tutto il territorio nazionale, 4 al 17 maggio 2020, sono sospese le attività produttive, industriali e commerciali (salvo organizzate in modalità a distanza o lavoro agile).
Eccezioni:
— Attività indicate nell’Allegato 3 (e funzionali ad assicurare la continuità delle relative filiere, previa comunicazione al Prefetto).
— Servizi di pubblica utilità, nonché servizi essenziali ex L. n. 146/1990 (e funzionali ad assicurare la continuità delle relative filiere, previa comunicazione al Prefetto).
— Produzione, trasporto, commercializzazione e consegna di farmaci, tecnologia sanitaria e dispositivi medico-chirurgici nonché di prodotti agricoli e alimentari, previa comunicazione al Prefetto.
— Impianti a ciclo produttivo continuo, previa comunicazione al Prefetto.
— Industria dell’aerospazio e della difesa, nonché le altre attività di rilevanza strategica per l’economia nazionale, previa autorizzazione del Prefetto.
— Attività professionali, per le quali si raccomanda i) il massimo utilizzo di modalità di lavoro agile, ii) l’incentivazione di ferie e congedi retribuiti per i dipendenti nonché gli altri strumenti previsti dalla contrattazione collettiva, iii) l’assunzione di protocolli di sicurezza anti-contagio e, laddove non fosse possibile rispettare la distanza interpersonale di un metro come principale misura di contenimento, l’adozione di strumenti di protezione individuale, iv) che siano incentivate le operazioni di sanificazione dei luoghi di lavoro, anche utilizzando a tal fine forme di ammortizzatori sociali.
Ove sia consentita la prosecuzione delle attività, le imprese sono obbligate al rispetto del protocollo condiviso del 14 marzo 2020 (aggiornato il 24 aprile 2020).

Limitazioni agli spostamenti (sino al 17 maggio 2020):
— “sono consentiti solo gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute e si considerano necessari gli spostamenti per incontrare congiunti purché venga rispettato il divieto di assembramento e il distanziamento interpersonale di almeno un metro e vengano utilizzate protezioni delle vie respiratorie; in ogni caso, è fatto divieto a tutte le persone fisiche di trasferirsi o spostarsi, con mezzi di trasporto pubblici o privati, in una regione diversa rispetto a quella in cui attualmente si trovano, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute; è in ogni caso consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza“.
ai soggetti con sintomatologia da infezione respiratoria e febbre (maggiore di 37,5° C) è fortemente raccomandato di rimanere presso il proprio domicilio e limitare al massimo i contatti sociali, contattando il proprio medico curante”.
“divieto assoluto di mobilità dalla propria abitazione o dimora per i soggetti sottoposti alla misura della quarantena ovvero risultati positivi al virus”.

Ferie (sino al 17 maggio 2020): “si raccomanda in ogni caso ai datori di lavoro pubblici e privati di promuovere la fruizione dei periodi di congedo ordinario e di ferie”.

Smart Working (sino al 31 luglio 2020): “fermo restando quanto previsto dall’art. 87 del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, per i datori di lavoro pubblici, la modalità di lavoro agile disciplinata dagli articoli da 18 a 23 della legge 22 maggio 2017, n. 81, può essere applicata dai datori di lavoro privati a ogni rapporto di lavoro subordinato, nel rispetto dei principi dettati dalle menzionate disposizioni, anche in assenza degli accordi individuali ivi previsti; gli obblighi di informativa di cui all’art. 22 della legge 22 maggio 2017, n. 81, sono assolti in via telematica anche ricorrendo alla documentazione resa disponibile sul sito dell’Istituto nazionale assicurazione infortuni sul lavoro”.
Confermate, dunque, le modifiche normative inerenti il Lavoro Agile (c.d. Smart Working) introdotte dal DPCM del 25 febbraio 2020 (GU Serie Generale n. 47) e modificate dal DPCM del 1 marzo 2020 (GU Serie Generale n. 52).

Decreto-Legge n. 9/2020
Il Governo è intervenuto altresì con il Decreto-Legge n. 9 del 2 marzo 2020 (GU Serie Generale n. 53) recante “misure urgenti di sostegno per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19”.
Il D.L. n. 9/2020 prevede misure speciali in materia di ammortizzatori sociali e sostegno del reddito per i lavoratori delle zone colpite dall’emergenza epidemiologica da COVID-19.
In particolare, per i datori di lavoro con unità produttive nei comuni Lombardi di Bertonico, Casalpusterlengo, Castelgerundo, Castiglione d’Adda, Codogno, Fombio, Maleo, San Fiorano, Somaglia e Terranova dei Passerini e in Veneto, il comune di Vò, o che abbiano unità produttive al di fuori di tale zona, per i lavoratori residenti o domiciliati nei predetti comuni impossibilitati a prestare la propria attività lavorativa, il decreto prevede:
CIGO: Introduzione di procedure semplificate per presentare istanza di CIGO, con esonero dall’osservanza della consultazione sindacale, o assegno ordinario per sospensione o riduzione dell’attività lavorativa, con esonero dall’obbligo di accordo. Il periodo richiesto non può essere superiore a 3 mesi.
Cassa Integrazione Salariale in deroga: Può essere richiesta dalle aziende per i quali non trovino applicazione le tutele previste dalle vigenti disposizioni in materia di sospensione o riduzione di orario. La durata della sospensione del rapporto di lavoro è ammessa per un periodo massimo di 3 mesi, a decorrere dalla data del 23 febbraio 2020, per i dipendenti in forza a tale date e nei limiti delle risorse disponibili.
Conversione in CIGO per le aziende che si trovano in CIGS: Le aziende site nei citati Comuni che hanno in corso un trattamento di integrazione salariale straordinario, previa adozione da parte del Ministero del lavoro e delle politiche sociali di un decreto di interruzione degli effetti del predetto trattamento, possono presentare domanda di cassa integrazione ordinaria, per un periodo in ogni caso non superiore a tre mesi. La concessione della cassa integrazione ordinaria è subordinata all’interruzione degli effetti della cassa integrazione straordinaria precedentemente autorizzata.
Indennità mensile pari a € 500 per un massimo di tre mesi e parametrata all’effettivo periodo di sospensione dell’attività, in favore dei collaboratori coordinati e continuativi, dei titolari di rapporti di agenzia e di rappresentanza commerciale e dei lavoratori autonomi o professionisti ivi compresi i titolari di attività di impresa iscritti all’AGO, alle forme esclusive e sostitutive, nonché alla gestione separata, che svolgono la loro attività lavorativa nei citati comuni, o siano ivi residenti o domiciliati prima dell’entrata in vigore del D.L..
I datori di lavoro con sede legale, unità produttiva o operativa in Lombardia, Veneto (esclusi i citati comuni) ed Emilia Romagna, o che occupino lavoratori domiciliati o residenti nelle predette Regioni, a cui non si applicano i normali ammortizzatori sociali, possono richiedere la cassa integrazione in deroga, per un mese, previo accordo sindacale e gli effetti possono essere retroattivi a partire dal 23 febbraio 2020, sempre che ci sia stata una effettiva sospensione o riduzione del lavoro.

Ispettorato Nazionale del Lavoro
Con nota n. 2117 del 10 marzo 2020, l’Ispettorato Nazionale del lavoro ha disposto il differimento, a data da destinarsi successiva al 3 aprile 2020, di tutte le attività che richiedano la copresenza di più persone presso le sedi ITL, ivi incluso il tentativo di conciliazione ex art. 7, Legge n. 604/1966.
A tal proposito, qualora l’incontro non sia ancora stato programmato, la nota chiarisce che verrà rispettato il termine stabilito ai fini della convocazione (7 giorni dalla ricezione della richiesta), ma gli incontri verranno programmati dopo il 3 aprile 2020, in data successiva a quelli rinviati.

Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro
In data 14 marzo 2020, sindacati e associazioni di categoria, su invito del Governo, hanno sottoscritto un protocollo a tutela della salute dei lavoratori (aggiornato il 24 aprile). In particolare, sono state concordate le seguenti misure:
— Informare tutti i lavoratori e chiunque entri in azienda circa le disposizioni delle Autorità, consegnando e/o affiggendo appositi depliants informativi.
— Il personale, prima dell’accesso al luogo di lavoro potrà essere sottoposto al controllo della temperatura corporea (registrazione dati vietata e informativa obbligatoria). Se la temperatura risulterà superiore ai 37,5°, non sarà consentito l’accesso ai luoghi di lavoro.
— Individuare procedure di ingresso, transito e uscita per l’accesso di fornitori esterni finalizzati a ridurre le occasioni di contatto con il personale.
— Pulizia giornaliera e sanificazione periodica dei locali, degli ambienti, delle postazioni di lavoro e delle aree comuni e di svago.
— Igiene personale: l’azienda mette a disposizione idonei mezzi detergenti per le mani; è raccomandata la frequente pulizia delle mani con acqua e sapone.
— DPI: qualora il lavoro imponga di lavorare a distanza interpersonale minore di un metro è necessario l’uso di mascherine e altri DPI (guanti, occhiali, tute, cuffie, camici, etc.) conformi alle disposizioni delle autorità scientifiche e sanitarie.
— Spazi comuni: accesso contingentato, ventilazione continua, tempo ridotto di sosta, mantenimento della distanza di sicurezza di 1 metro, pulizia giornaliera e sanificazione periodica.
— Organizzazione aziendale: chiusura di tutti i reparti diversi dalla produzione, rimodulazione dei livelli produttivi, Smart Working, sospese e annullate tutte le trasferte/viaggi di lavoro.
— Orari di ingresso/uscita dei dipendenti scaglionati per evitare assembramenti.
— Spostamenti all’interno del sito aziendale limitati al minimo indispensabile, non consentite le riunioni in presenza. Se necessarie e urgenti, dovranno essere garantiti il distanziamento interpersonale e un’adeguata pulizia/ areazione dei locali.
— Nel caso in cui una persona presente in azienda sviluppi febbre e sintomi di infezione respiratoria quali la tosse, lo deve dichiarare immediatamente all’ufficio del personale, si dovrà procedere al suo isolamento in base alle disposizioni dell’autorità sanitaria e a quello degli altri presenti dai locali, l’azienda procede immediatamente ad avvertire le autorità sanitarie competenti e i numeri di emergenza per il COVID-19.
— È costituito in azienda un Comitato per l’applicazione e la verifica delle regole del protocollo di regolamentazione con la partecipazione delle rappresentanze sindacali aziendali e del RLS.
— La sorveglianza sanitaria deve proseguire rispettando le misure igieniche previste nel decalogo del Ministero della Salute

DL 17 marzo 2020, n. 18 (“Cura Italia“) convertito con modifiche dalla Legge n. 27/2020
Il D.L. n. 18/2020 prevede misure speciali in materia di ammortizzatori sociali, tutele e sostegno del reddito per i lavoratori in tutta Italia. Di seguito un elenco delle disposizioni principali:
— CIGO: con causale “emergenza COVID-19” dal 23 febbraio 2020, per 9 settimane.
— CIGD: finanziata da Regioni e Province autonome, previo accordo sindacale che può essere concluso anche in via telematica.
— Sostegno ai lavoratori: congedi di 15 giorni per genitori lavoratori, sostituibili con un voucher di € 600 per servizi baby-sitting; 12 giorni aggiuntivi di permessi retribuiti; indennità di € 600 per titolari di p. IVA, dipendenti del settore turismo, spettacolo, agricoltura.
— Blocco licenziamenti economici: individuali e collettivi, fino al 16 maggio 2020.
Sospensione udienze: dal 9 marzo 2020 all’11 maggio 2020 le udienze dei procedimenti civili e penali pendenti presso tutti gli uffici giudiziari sono rinviate d’ufficio a data successiva all’11 maggio 2020 (termine così prorogato dal D.L. 23/2020).
— Contratti a tempo determinato: possibilità di rinnovo o proroga (anche a scopo di somministrazione) anche in caso di CIG e disapplicazione del c.d. «Stop&Go».

DL 8 aprile 2020, n. 23 (“Liquidità“)
— Sospensione dei versamenti tributari e contributivi;
— Sospensione delle ritenute sui redditi da lavoro autonomo e sulle provvigioni di agenti, procacciatori, mediatori e rappresentati di commercio;
— Credito d’imposta per l’acquisto di dispositivi di protezione individuale;
— Estensione della platea di beneficiari per l’integrazione salariale.