Le novità in materia di Lavoro – Gennaio 2021

GIURISPRUDENZA
Licenziamento legato al calo di fatturato ed alla crisi del settore e obbligo di repêchage 
Cassazione civile, sez. lav., 25 gennaio 2021, n.1508
In materia di licenziamento per giustificato motivo oggettivo (art. 3, L. n. 604/1966), l’obbligo datoriale di dimostrare l’impossibilità di adibire il dipendente in esubero ad altre mansioni (c.d. obbligo di repêchage) è incompatibile con motivazioni strettamente collegate alla mera riduzione dei costi per il personale (come nel caso di specie) in quanto, in tal caso, il mantenimento in servizio del dipendente, seppure in altre mansioni, contrasterebbe con tale esigenza. Ne consegue che detto obbligo non può ritenersi violato quando l’ipotetica ricollocazione del lavoratore nella compagine aziendale non è compatibile con il concreto assetto organizzativo stabilito dalla parte datoriale (nella specie è stato confermato il licenziamento del lavoratore. Il settore in crisi e le consistenti perdite di fatturato legittimavano, infatti, il licenziamento).
 
Sui requisiti dell’appalto genuino
Cassazione civile sez. lav., 22 gennaio 2021, n. 1403
Non costituisce deviazione dallo schema tipico dell’appalto genuino la circostanza per cui le modalità operative del servizio siano predeterminate in modo analitico nel contratto di appalto.
I due requisiti tipici di un appalto genuino sono l’esercizio del potere direttivo e organizzativo dell’appaltatore e l’assunzione del rischio di impresa. La predeterminazione delle modalità esecutive, dettagliatamente descritte nel capitolato, risponde all’esigenza di adeguatezza della prestazione lavorativa alle caratteristiche tecniche del particolare servizio, senza tuttavia incidere sull’autonomia dell’impresa appaltatrice quanto a regolazione di turni lavorativi, ferie e quant’altro relativo la gestione del rapporto di lavoro.
 
Illegittimo il licenziamento del commesso che si rifiuta di servire il cliente che non indossa la mascherina.
Tribunale di Arezzo, sezione lavoro, 13 gennaio 2021
È illegittimo il licenziamento disciplinare intimato a causa del rifiuto del lavoratore di servire un cliente perché non indossava la mascherina. Il lavoratore si è, infatti, limitato ad esercitare il proprio diritto, costituzionalmente garantito, a svolgere la propria prestazione in condizioni di sicurezza. Peraltro, l’esimente dello stato di necessità dettata dall’emergenza epidemiologica da COVID-19 avrebbe consentito al dipendente, pur in assenza di una specifica disposizione di legge, di astenersi dal lavoro poiché lo svolgimento della prestazione lo esponeva ad un rischio di danno alla persona. Da qui l’illegittimità del licenziamento e la reintegra del lavoratore nel proprio posto di lavoro.
 
Licenziamento per inidoneità alla mansione e blocco dei licenziamenti.
Tribunale di Ravenna, sezione lavoro, 7 gennaio 2021
Il licenziamento per sopravvenuta inidoneità alla mansione è ricompreso nell’ambito applicativo del blocco del licenziamento per giustificato motivo oggettivo di cui all’art. 46 del D.L. 17 marzo 2020 n. 18. Tale motivo di licenziamento è, infatti, indubbiamente oggettivo (non è disciplinare) nella dicotomia dell’art. 3 della L. n. 604/1966. Per tale licenziamento valgono, inoltre, le stesse ragioni di tutela economica e sociale che stanno alla base del blocco del c.d. licenziamento per g.m.o. previsto dalla normativa emergenziale.
 
PRASSI
INPS – Circolare 21 gennaio 2021, n. 7
Importi massimi dei trattamenti di integrazione salariale, dell’assegno ordinario e dell’assegno emergenziale per il Fondo di solidarietà del Credito, dell’assegno emergenziale per il Fondo di solidarietà del Credito Cooperativo, dell’indennità di disoccupazione NASpI, dell’indennità di disoccupazione DIS-COLL, dell’indennità di disoccupazione agricola e dell’assegno per le attività socialmente utili relativi all’anno 2021.
 
INPS – Messaggio 20 gennaio 2021 n. 227 
Prorogata l’isopensione disposta dalla manovra del 2021. Sarà ora possibile accompagnare i lavoratori alla pensione di vecchiaia o anticipata con l’isopensione Fornero per tutti gli esodi collocati entro il 30 novembre 2023.

Ministero della Salute – Nota 14 gennaio 2021, prot. n.0001330
Sospeso per tutto il 2021 l’obbligo di presentare telematicamente all’Inail la comunicazione annuale dei dati sanitari ex art. 40, co. 1, D. Lgs. 81/2008.

INPS – Circolare 12 gennaio 2021, n. 2 
L’Inps illustra le modalità operative per la fruizione del congedo straordinario, previsto dal decreto-legge cd. Ristori a favore dei genitori lavoratori dipendenti nelle c.d. zone rosse, a seguito della sospensione delle attività didattiche.
 
Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Circolare 21 dicembre 2020, n. 19  
Art. 3, comma 5, legge n. 68/1999. Sospensione degli obblighi occupazionali per i datori di lavoro che fruiscono di interventi di integrazione salariale per emergenza Covid-19
La sospensione degli obblighi occupazionali della legge n. 68/1999, quale disciplinata dal comma 5 dell’articolo 3 della medesima legge, nonché dall’articolo 4 del D.P.R. n. 333/2000, si applica anche ai datori di lavoro che ricorrano alla Cigo, all’assegno ordinario o alla cassa in deroga per Covid-19 in base agli articoli da 18 a 22 del D.L. n. 18/2020. 
Rimane fermo che l’obbligo è sospeso per tutta la durata degli interventi di integrazione salariale per emergenza Covid-19, in proporzione all’attività lavorativa effettivamente sospesa e al numero delle ore integrate per il singolo ambito provinciale sul quale insiste l’unità produttiva interessata in caso di Cig straordinaria e in deroga o alla quantità di orario ridotto in proporzione. L’obbligo datoriale di presentare la richiesta di avviamento ai servizi per collocamento mirato territorialmente competenti, si ritiene ripristinato al venir meno della situazione di crisi assistita dagli strumenti integrativi dettati per l’emergenza Covid-19.
 
NORMATIVA
Decreto-legge, 14 gennaio 2021, n. 2
Ulteriori disposizioni urgenti in materia di contenimento e prevenzione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19 e di svolgimento delle elezioni per l’anno 2021.
Proroga dello stato di emergenza di cui all’articolo 1, comma 1, del decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 maggio 2020, n. 35, sino al 30 aprile 2021 e istituzione della c.d. zona “bianca” nella quale si collocheranno le regioni con un’incidenza dei contagi, per tre settimane consecutive, inferiore a 50 casi ogni 100.000 abitanti. In dette zone non troveranno applicazione le misure restrittive previste dai DPCM, ma le attività si svolgeranno secondo specifici protocolli nell’ottica di una riapertura generalizzata.
 
Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri (DPCM) 14 gennaio 2021
DPCM recante ulteriori misure di contenimento dell’emergenza Covid-19 differenziate sulla base dei tre livelli di rischio: giallo, arancione e rosso. Le disposizioni del Decreto sono efficaci dal 16 gennaio al 5 marzo 2021.