Le novità in materia di Lavoro – Febbraio 2021

NORMATIVA
Decreto-Legge 23 febbraio 2021, n. 15
Ulteriori disposizioni urgenti in materia di spostamenti sul territorio nazionale per il contenimento dell’emergenza epidemiologica da COVID-19

PRASSI
INPS – Circolare n. 32, del 22 febbraio 2021
Occupazione femminile: l’istituto fornisce le prime indicazioni operative per l’esonero contributivo per le assunzioni di donne lavoratrici effettuate nel biennio 2021-2022 (Articolo 1, commi da 16 a 19, della legge 30 dicembre 2020, n. 178)

INPS – Messaggio n. 689, del 17 febbraio 2021
NASpI: l’INPS chiarisce che il contratto collettivo aziendale per la risoluzione incentivata del rapporto di lavoro con accesso alla NASpI (ex art. 14, comma 3, D.L. 104/2020) è valido anche se sottoscritto da una singola associazione sindacale.

INPS – Circolare n. 28, del 17 febbraio 2021
Sintesi dei principali interventi in materia di ammortizzatori sociali e di misure a sostegno del reddito previsti per l’anno 2021. Nuove disposizioni in materia di integrazioni salariali connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19. Istruzioni contabili.

INPS – Circolare n. 16, del 5 febbraio 2021
Sport: l’INPS fornisce le disposizioni concernenti la sospensione dei termini relativi agli adempimenti e ai versamenti dei contributi previdenziali e assistenziali, per le federazioni sportive nazionali, gli enti di promozione sportiva e le associazioni e società sportive professionistiche e dilettantistiche.

GIURISPRUDENZA
Corte Costituzionale: reintegra obbligatoria in caso di manifesta insussistenza del fatto posto a base del licenziamento per giustificato motivo oggettivo.
Comunicato stampa della Corte Costituzionale del 24 febbraio 2021
La Corte costituzionale ha ritenuto fondata la questione di legittimità sollevata dal Tribunale di Ravenna sull’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, come modificato dalla c.d. Legge Fornero, nella parte in cui prevede la facoltà e non l’obbligo del giudice di disporre la reintegra del lavoratore in caso di manifesta insussistenza del fatto posto a base del licenziamento per g.m.o.

Il tentativo di repêchage non può imporre modifiche degli assetti organizzativi, anche nel caso di lavoratori con disabilità
Corte di Cassazione, sez. lav., 23 febbraio 2021, n. 4896Il datore di lavoro ha soddisfatto l’onere imposto dall’art. 5 della legge n. 604 del 1966 di provare il giustificato motivo di licenziamento dimostrando che, nell’ambito dell’organizzazione aziendale e del rispetto delle mansioni assegnate al restante personale in servizio, non vi erano mansioni equivalenti o inferiori da poter affidare alla lavoratrice disabile. Restando, dunque, irrilevante l’ulteriore disamina degli eventuali accorgimenti da programmare al fine di adattare mansioni che si presentavano – in ogni caso – radicalmente incompatibili con l’infermità.

Riders: collaborazione eterorganizzata e procedimento per la repressione della condotta antisindacale
Tribunale di Firenze decreto 9 febbraio 2021
Secondo la costante giurisprudenza, la legittimazione ad attivare il procedimento per la repressione della condotta antisindacale previsto dall’art. 28, l. n. 300/1970, quale garanzia tipica del rapporto di lavoro subordinato, non può essere estesa alle organizzazioni sindacali di soggetti, quali i liberi professionisti o lavoratori parasubordinati, che non hanno un tale vincolo di soggezione, restando in tal caso esperibili gli ordinari strumenti processuali.
I c.d. riders non possono essere considerati lavoratori subordinati, dal momento che l’azienda non poteva imporgli in alcun modo di lavorare e poteva disporre della loro prestazione solo se questi decidevano autonomamente di candidarsi a svolgere l’attività di consegna.
La legittimazione delle OO.SS. di categoria di ricorrere ex art. 28 non è desumibile neanche dalla riconduzione dei rapporti di lavoro dei riders nell’alveo della disciplina delle collaborazioni etero-organizzate di cui all’art. 2 del D. Lgs. 81/2015.
Infatti, detta norma prevede l’applicazione a siffatta tipologia di collaborazioni solo della disciplina sostanziale relativa al trattamento economico e normativo dei rapporti individuali di lavoro subordinato, ma non anche delle relative prerogative sindacali. 
Su tali presupposti, il Tribunale di Firenze rigetta il ricorso presentato dalle organizzazioni sindacali contro Deliveroo per aver “imposto” dal 3 novembre 2020 ai propri riders l’applicazione del CCNL Rider Assodelivery-UGL.

Svolgimento di attività lavorativa durante la Cassa Integrazione: condizioni di legittimità
Cassazione civile sez. lav., 9 febbraio 2021, n. 3116
Il lavoratore in cassa integrazione può svolgere un’attività di lavoro autonomo o subordinato, a condizione però che comunichi obbligatoriamente e preventivamente detta circostanza all’INPS, pena la decadenza dal trattamento di integrazione salariale.
La cassa integrazione costituisce, infatti, una forma di assicurazione sociale volta a garantire, in presenza di particolari vicende dell’impresa, un sostegno al reddito dei lavoratori: esigenza questa che verrebbe palesemente meno in caso di svolgimento di una diversa attività remunerata. 

[Spagna] Blocco dei licenziamenti: contrasto con il diritto europeo
Tribunale di Barcellona, sentenza n. 283 del 15.12.2020
Con la sentenza n. 283 del 15.12.2020, il Tribunale di Barcellona afferma che la continua reiterazione del blocco dei licenziamenti economici, limitando incondizionatamente il potere datoriale di riorganizzazione aziendale, finisce per risultare in contrasto non solo con l’art. 38 della Costituzione spagnola quanto con il diritto costituzionale europeo, ovvero l’articolo 3, paragrafo 3, del Trattato sull’Unione Europea (TUE) e l’articolo 16 della Carta Europea dei Diritti Fondamentali  “Carta di Nizza”).
Sulla base di tali argomentazioni il giudice spagnolo disapplica il diritto nazionale emergenziale in quanto contrario al diritto europeo, dichiarando la legittimità del licenziamento intimato dalla società spagnola per ragioni economiche rappresentate dal calo del fatturato e delle vendite, oltre che dall’inadempimento per forza maggiore di molti contratti da parte di fornitori e clienti.