Le novità in materia di Lavoro – Aprile 2021

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NORMATIVA
Decreto-legge 22 aprile 2021, n. 52 (il c.d. Decreto Riaperture)
Misure urgenti per la graduale ripresa delle attività economiche e sociali nel rispetto delle esigenze di contenimento della diffusione dell’epidemia da COVID-19“.
Il provvedimento, fra l’altro, proroga lo stato di emergenza al 31 luglio 2021 e i termini a esso correlati.
In particolare, è esteso al 31 luglio 2021 il termine per l’utilizzo della procedura semplificata di comunicazione dello smart working di cui all’art. 90, commi 3 e 4, del D.L. 19 maggio 2020, n. 34, convertito con modificazioni in L. 17 luglio 2020, n. 77. 

PRASSI
Governo e parti sociali – Protocollo 6 aprile 2021
Protocollo condiviso di aggiornamento delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus SARS-CoV-2/COVID-19 negli ambienti di lavoro.

Governo e parti sociali – Protocollo 6 aprile 2021
Protocollo nazionale per la realizzazione dei piani aziendali finalizzati all’attivazione di punti straordinari di vaccinazione anti SARS-CoV-2/Covid-19 nei luoghi di lavoro.

INL – nota 9 aprile 2021 prot. n. 2181
Aggiornamento della check-list alla luce del Protocollo condiviso di aggiornamento delle misure per il contrasto ed il contenimento della diffusione del Covid19 negli ambienti di lavoro del 6 aprile 2021.

Ministero Lavoro, Ministero della Salute, INAIL, Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome – 8 aprile 2021
Indicazioni ad interim per la vaccinazione anti-sars-cov-2/Covid-19 nei luoghi di lavoro.

Ministero della Salute – Circolare 12 aprile 2021 n. 1527
Indicazioni per la riammissione in servizio dei lavoratori dopo assenza per malattia Covid-19 correlata.

INPS – messaggio 23 aprile 2021 n. 1667.
Tutele di cui all’articolo 26 del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, per i lavoratori dipendenti del settore privato aventi diritto alla tutela previdenziale della malattia e per i lavoratori “fragili”. Novità introdotte dal decreto-legge 22 marzo 2021, n. 41. Chiarimenti operativi.

INPS – Circolare 12 aprile 2021 n. 56
Articolo 1, commi da 10 a 15, della legge 30 dicembre 2020, n. 178 (legge di Bilancio 2021). Esonero per l’assunzione di giovani a tempo indeterminato e per le trasformazioni dei contratti a tempo determinato in contratti a tempo indeterminato effettuate nel biennio 2021-2022. Prime indicazioni operative.

INPS – Circolare 6 aprile 2021 n. 53
BREXIT. Recesso, con accordo, del Regno Unito dall’Unione europea. Fine del periodo di transizione. Applicazione provvisoria dell’accordo sugli scambi commerciali e la cooperazione (TCA). Protocollo sul coordinamento della sicurezza sociale (PSSC). Precisazioni sull’Accordo di recesso (WA)

Assodelivery – Protocollo quadro contro lo sfruttamento lavorativo nel settore del food delivery
Firmato in data 24 marzo 2021, alla presenza del Ministro del lavoro, dei rappresentanti dei sindacati indipendenti dei rider e degli assessori per il lavoro di Milano, Modena, Bologna e della Regione Lazio, da Assodelivery, Cgil, Cisl e Uil.

GIURISPRUDENZA
Tribunale di Roma: legittimo il recesso dal CCNL contente una clausola di ultra-vigenza
Tribunale di Roma, decreto 19 aprile 2021
Il datore può recedere dal contratto e applicarne uno diverso solo al momento della scadenza del contratto, rimanendo, invece, illegittima la disdetta effettuata ante tempus, anche in presenza di un congruo preavviso.
Diversamente, nelle ipotesi – come nel caso di specie – in cui il contratto collettivo preveda alla scadenza una clausola di ultra-vigenza (“in ogni caso il presente contratto conserva la sua validità fino alla sottoscrizione del nuovo CCNL”), il datore di lavoro dopo la sua scadenza è libero di recedere in qualunque momento, non ravvisandosi alcuna perpetuità del vincolo obbligatorio.  Quest’ultima circostanza finirebbe, infatti, per snaturare la funzione della contrattazione collettiva per snaturare la stessa funzione della contrattazione collettiva la quale è, per sua natura, fisiologicamente preposta a diversamente regolare i rapporti di lavoro nel corso del tempo a seconda delle contingenze storico, sociali ed economiche del momento.

Tribunale di Roma: il blocco dei licenziamenti non si applica ai dirigenti
Tribunale di Roma, sentenza 19 aprile 2021
Il blocco dei licenziamenti disposto dalla normativa emergenziale non riguarda i dirigenti, in quanto, da un lato, detta limitazione è riferibile solo ai recessi irrogati per g.m.o. ex lege 604/1966 e, dall’altro, per tale categoria di lavoratori non è possibile accedere agli ammortizzatori sociali.

Corte di Cassazione: legittimo il cambio turno con scarso preavviso compensato con maggior riposo
Corte Cassazione, sezione lavoro, 23 aprile 2021, n. 10868
Legittima la condotta della società che comunica il cambio turno al dipendente poche ore prima dell’entrata in servizio, a condizione però che lo scarso preavviso sia compensato con un maggior riposo.

Corte di Cassazione: è in frode alla legge il licenziamento per g.m.o successivo al licenziamento collettivo
Corte Cassazione, sezione lavoro, 23 aprile 2021, n. 10869
Non è consentito al datore di lavoro tornare sulle scelte compiute quanto al numero, alla collocazione aziendale ed ai profili professionali dei lavoratori in esubero, ovvero ai criteri di scelta dei singoli lavoratori da estromettere, attraverso ulteriori e successivi licenziamenti individuali la cui legittimità è subordinata alla individuazione di situazioni di fatto diverse da quelle poste a base del licenziamento collettivo (Cass. 16 gennaio 2020, n. 808), il licenziamento per giustificato motivo oggettivo disposto (nella specie, per soppressione della posizione lavorativa) per gli stessi motivi già addotti a fondamento di un precedente licenziamento collettivo, realizza uno schema fraudolento ai sensi dell’art. 1344 c.c.

Corte di Cassazione: Illegittima collocazione in CIG: nessun diritto alla riammissione in servizio ma pagamento del risarcimento del danno
Corte Cassazione, sezione lavoro, 20 aprile 2021, n. 10378
La violazione dei criteri, stabiliti in sede di contrattazione collettiva, per la scelta dei lavoratori da porre in cassa integrazione comporta, per il lavoratore ingiustificatamente sospeso, non il diritto alla riammissione in servizio, versandosi in tema di facere infungibile fuori della sfera di operatività dell’art. 18, L. n. 300/1970, ma solo il diritto al risarcimento del danno, nella misura corrispondente alla differenza tra le retribuzioni spettanti nel periodo di ingiustificata sospensione del rapporto ed il trattamento di cassa integrazione corrisposto nello stesso periodo.

Corte di Cassazione: Licenziamento per cessata attività, irrilevante il fatto che l’impresa sia proseguita per breve tempo per il compimento delle pratiche relative alla cessazione
Corte Cassazione, sezione lavoro, 14 aprile 2021, n.9820
Nel caso in cui sia accertata la totale cessazione dell’attività imprenditoriale da parte del datore di lavoro, la legittimità del licenziamento intimato ai lavoratori per giustificato motivo oggettivo non è esclusa né dal fatto che lo stabilimento sede dell’impresa non sia stato immediatamente alienato o altrimenti dismesso, rimanendo però nella disponibilità dell’imprenditore come mera entità non funzionante, né dal fatto che uno o pochi altri dipendenti siano stati mantenuti in servizio per il compimento delle pratiche relative alla cessazione, non essendo sindacabili nel quadro della libertà d’iniziativa economica riconosciuta dall’art. 41 Cost., le ragioni dei licenziamenti dovuti a cessazione dell’attività (legittimo il licenziamento intimato per chiusura dell’impresa anche se l’attività era proseguita per alcuni giorni per le operazioni di inventario).

Cassazione: Legittima la stipula di contratti di riduzione oraria nel corso di una pregressa procedura di riduzione di personale
Cassazione civile sez. lav., 07 aprile 2021, n.9307
Mentre è illegittimo l’avvio da parte del datore di lavoro di una procedura di licenziamento collettivo in vigenza di un contratto di solidarietà difensiva, è, invece, ammissibile l’ipotesi inversa, ben potendo farsi ricorso ad un contratto aziendale di riduzione oraria nel corso di una già avviata procedura di riduzione del personale.