Le novità in materia di Lavoro – Marzo 2021

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NORMATIVA
Decreto-Legge 22 marzo 2021, n. 41 (c.d. Decreto Sostegni)
Misure urgenti in materia di sostegno alle imprese e agli operatori economici, di lavoro, salute e servizi territoriali, connesse all’emergenza da COVID-19.
Le disposizioni in materia di lavoro:

  • Proroga blocco dei licenziamenti fino al 30 giugno 2021 [Con riferimento alle società che non rientrano nell’ambito di applicazione della CIGO, la relazione illustrativa allegata all’Atto Senato n. 2144 (ossia al testo del disegno di legge di conversione presentato in Senato per la conversione del DL 41/2021) estende il blocco al 31 ottobre 2021 a prescindere dall’utilizzo o meno di CIGD e assegno ordinario e CISOA con causale COVID-19, contrariamente a quanto indicato nella relazione illustrativa del Decreto Legge pubblicato in G.U., ai sensi della quale l’ulteriore estensione era riservata alle società che effettivamente usufruissero degli ammortizzatori in deroga. Si attendono chiarimenti in sede di conversione]
  • Proroga ammortizzatori sociali per l’emergenza Covid-19
  • Contratti a tempo determinato: rinnovo/proroga acausale
  • Tutele per lavoratori c.d. fragili
  • Rifinanziamento del Fondo sociale per occupazione e formazione, integrazione del trattamento di CIGS per i dipendenti ex ILVA nonché misure a sostegno del settore aeroportuale
  • Indennità per i lavoratori stagionali del turismo, degli stabilimenti termali, dello spettacolo e dello sport
  • Disposizioni in materia di Reddito di cittadinanza
  • Disposizioni in materia di Reddito di emergenza
  • Incremento del Fondo per il reddito di ultima istanza per i professionisti
  • Incremento del Fondo straordinario per il sostegno degli enti del Terzo settore
  • Proroga al 31 dicembre 2021 degli incarichi di collaborazione dei c.d. “Navigator”
  • Esonero contributivo per le filiere agricole della pesca e dell’acquacoltura

PRASSI
INPS – Messaggio n. 1297, del 26 marzo 2021
Prime indicazioni sulla gestione delle domande di cassa integrazione (ordinaria e in deroga), assegno ordinario e cassa integrazione speciale operai agricoli in relazione alle disposizioni introdotte dal decreto-legge 22 marzo 2021, n. 41. Fondo di solidarietà per il settore del trasporto aereo e del sistema aeroportuale: prestazioni integrative della cassa integrazione in deroga

INPS – Messaggio 26 marzo 2021, n.1296
Prime indicazioni su c.d. bonus baby sitter: Bonus per servizi di assistenza e sorveglianza dei minori di cui all’articolo 2, comma 6, del decreto-legge 13 marzo 2021, n. 30

INPS – Circolare n. 45, del 19 marzo 2021
Permessi ai sensi dell’articolo 33, commi 3 e 6, della legge n. 104/1992. Lavoro a tempo parziale di tipo verticale o di tipo misto. Riproporzionamento della durata dei permessi fruiti dai lavoratori dipendenti del settore privato. Nuove istruzioni.

Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, news 15 marzo 2021
COVID-19: smartworking, congedi e bonus baby-sitting a disposizione dei genitori lavoratori

Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Nota del 4 marzo 2021
Comunicazioni Obbligatorie cittadini britannici residenti in Italia al 31 dicembre 2020.

GIURISPRUDENZA
La Corte UE si pronuncia sulle tutele per i licenziamenti collettivi previste dal Jobs Act
Corte giustizia UE sez. II, 17 marzo 2021, n.652
Una normativa nazionale che prevede l’applicazione concorrente, nell’ambito di una stessa e unica procedura di licenziamento collettivo, di due diversi regimi di tutela dei lavoratori a tempo indeterminato in caso di licenziamento collettivo effettuato in violazione dei criteri destinati a determinare i lavoratori che saranno sottoposti a tale procedura, non rientra nell’ambito di applicazione della direttiva 98/59/Ce del Consiglio, del 20 luglio 1998, concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri in materia di licenziamenti collettivi, e non può, pertanto, essere esaminata alla luce dei diritti fondamentali garantiti dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea e, in particolare, dei suoi articoli 20 e 30 (la Corte si è così pronunciata nel risolvere una questione pregiudiziale sollevata dal Tribunale di Milano in una controversia sui licenziamenti collettivi illeciti).

Obbligo di repêchage limitato se il lavoratore indica le sedi
Cassazione, sezione lavoro, 16 marzo 2021, n. 7630
In tema di licenziamento per giustificato motivo oggettivo, sebbene non sussista un onere del lavoratore di indicare quali siano al momento del recesso i posti esistenti in azienda ai fini del “repêchage“, ove il lavoratore medesimo si sia reso disponibile al trasferimento solo in determinate zone geografiche, il datore, ai fini del rispetto dell’obbligo di repêchage, può provare unicamente l’impossibilità di ricollocarlo nelle sedi aziendali site in detti territori.

In caso di trasferimento d’azienda si applica la contrattazione integrativa aziendale del cessionario e non del cedente.
Cassazione civile sez. lav., 15 marzo 2021, n.7221
Nell’ipotesi di trasferimento d’azienda, si applica la contrattazione integrativa aziendale del cessionario e non già del cedente: posto che il contratto integrativo aziendale, così come il diritto riconosciuto dall’uso aziendale, non sopravvive al mutamento della contrattazione collettiva conseguente al trasferimento di azienda; sicché, operando come una contrattazione integrativa aziendale, subisce la stessa sorte dei contratti collettivi applicati dal precedente datore di lavoro e non è più applicabile presso la società cessionaria dotata di una propria contrattazione integrativa (nella specie, è stato comunque riconosciuto il premio al lavoratore che aveva raggiunto il trentesimo anno di anzianità aziendale prima della decorrenza del nuovo accordo integrativo aziendale).

Licenziamento per g.m.o: legittimo in caso di nuova assunzione in mansioni differenti.
Cassazione, sezione lavoro, 15 marzo 2021, n. 7218
È legittimo il licenziamento per giustificato motivo oggettivo nel caso in cui il dipendente, assunto successivamente al recesso, svolga mansioni diverse da quelle cui era adibito il dipendente licenziato.

Tribunale di Roma: nullo il licenziamento in prova per violazione del disposto ex art. 46 del D. L. 18/2020 (cd. “Decreto Cura Italia”)
Tribunale di Roma, sentenza 25 marzo 2021
Deve considerarsi nullo, in quanto contrario al divieto di licenziamento per motivi economici disposto dalla normativa emergenziale, il recesso, formalmente irrogato per mancato superamento del periodo di prova, ma in realtà basato sulla necessità di eliminare una posizione di lavoro costosa.

Tribunale di Belluno: legittimo imporre le ferie al personale sanitario che si rifiuta di sottoporsi alla vaccinazione anti-COVID.
Tribunale di Belluno, Ordinanza 19 marzo 2021
L’art. 2087 c.c. impone al datore di lavoro di adottare tutte le misure necessarie a tutelare l’integrità fisica dei suoi dipendenti. Tra tali misure non può non essere incluso il vaccino anti-COVID, essendo ormai notoria la sua efficacia nell’impedire l’evoluzione negativa della patologia causata.
La permanenza dei ricorrenti (che hanno rifiutato i vaccino) nel luogo di lavoro comporterebbe, pertanto, per il datore di lavoro la violazione dell’obbligo di cui all’art. 2087 c.c.. Da qui il rigetto del ricorso avversario e la conferma della legittimità della collocazione in ferie dei lavoratori che si erano rifiutati di sottoporsi al vaccino anti-COVID.